Il caso dei titoli del settore sanitario in un contesto di incertezza politica
Nel corso di una panel discussion al summit annuale sugli investimenti di Janus Henderson a Singapore, il gestore di portafoglio Andy Acker ha discusso la performance del settore sanitario da inizio anno e ha condiviso le sue prospettive per il settore in un periodo di crescente incertezza politica.
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In sintesi
- Il settore sanitario, trainato dalle large cap biofarmaceutiche, ha sovraperformato dall'inizio del 2025, grazie alla rotazione degli investitori verso aree del mercato tradizionalmente difensive.
- Nell'ambito del settore, tuttavia, i titoli biotecnologici in fase clinica hanno subito una correzione, dovuta ai timori relativi ai cambiamenti politici sotto l'amministrazione Trump.
- Riteniamo che il mercato stia sottovalutando il valore dell'innovazione nel segmento biotecnologico, creando un interessante equilibrio di rischio/rendimento per i titoli.
Le attività del settore sanitario sono fortemente regolamentate ed esposte ai tassi di rimborso, nonché all'approvazione governativa dei prodotti e servizi, tutti fattori in grado di incidere in misura sostanziale sui prezzi e la disponibilità; inoltre, possono subire gli effetti dell'obsolescenza rapida e della scadenza dei brevetti.
Andy Acker: Penso che RFK [Robert F. Kennedy Jr., responsabile del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani] abbia suscitato molte preoccupazioni e incertezze, e i mercati non amano l'incertezza. Questo spiega la correzione. Più di recente, però, il settore sanitario ha registrato risultati brillanti. Penso che sia il settore con la migliore performance da inizio anno. Credevamo che le qualità difensive del settore sanitario fossero sottovalutate dal mercato, ma ora, ogni volta che aumenta l'incertezza sui dazi e l'immigrazione, si assiste a una rotazione verso alcune società del settore sanitario, come Novartis o altre grandi case farmaceutiche, alcune delle principali società biotecnologiche.
Dall'altro lato, però, le società small cap sono ancora in difficoltà. Osserviamo aziende in fase di sviluppo, in particolare nel segmento biotech, con risultati particolarmente deboli. E questo indipendentemente dal fatto che i fondamentali siano positivi. Riteniamo che ciò rappresenti un'opportunità, perché occorre tenere presente che si tratta di un settore estremamente inefficiente. Nel segmento biotech, ogni anno c'è una differenza di 17 volte tra i vincitori e i perdenti. Per questo, siamo sempre alla ricerca di società con un potenziale clinico e/o commerciale sottovalutato.
Per quanto riguarda RFK, penso sia opportuno ricordare che la sua nomina è stata approvata con un margine molto esiguo. Ho visto i video; la decisione è stata molto controversa. La votazione si è conclusa con 52 votanti favorevoli e 48 contrari, quindi ha vinto per una manciata di voti. Ma ha dovuto scendere a compromessi su molte delle sue convinzioni storiche. Ha dovuto dire che in realtà è un sostenitore dei vaccini e non un anti-vax. Ha dovuto assicurare di non avere intenzione di dichiarare che i vaccini causano autismo, affermazione che è stata ampiamente smentita in diversi studi. Dovrà riferire ad alcuni membri del Congresso sulle sue azioni. Quindi, penso che per ottenere la nomina sia stato in una certa misura frenato; ha dichiarato, ad esempio, che non apporterà modifiche all'ACIP [Advisory Committee on Immunization Practices], l'ente che raccomanda i vaccini. Ha dovuto accettare numerosi compromessi perché la sua nomina fosse approvata.
Un altro aspetto da considerare, che a mio parere spiega la ripresa di alcuni titoli del settore, è che gli altri membri dell'amministrazione sono molto più ragionevoli e si attengono a dati medici e scientifici. Il nuovo responsabile della FDA [Food and Drug Administration] ha studiato alla [Johns] Hopkins [University], quindi abbiamo medici e scienziati seri nelle altre posizioni importanti dell'amministrazione. Penso che anche questo abbia contribuito a rassicurare il mercato…
Andrew Cox: È questo l'aspetto interessante, dato che il settore sanitario più ampio si è stabilizzato, registrando in effetti un'ottima performance da inizio anno. Le grandi case farmaceutiche, come Novartis, conseguono brillanti risultati. Come appena accennato, alla FDA ci sono persone molto più sensate; l'opinione diffusa è che l'agenzia non chiuderà da un giorno all'altro, come alcuni avevano temuto a novembre. Tuttavia, i titoli biotecnologici e clinici sono ancora in difficoltà.
Acker: L'ultima cosa da menzionare è che credo si debba distinguere tra le aziende in fase di commercializzazione, il cui farmaco è già stato approvato, e quelle che sono ancora in fase di sviluppo e devono ottenere l'approvazione della FDA. Uno degli interrogativi di cui si discute e su cui ci stiamo concentrando riguarda i potenziali ritardi da parte della FDA. In effetti, il DOGE [il Dipartimento dell'Efficienza del Governo] sta effettuando tagli, in alcuni casi indiscriminati, in tutto il governo, compresa la FDA. Quindi, se la FDA ritiene di non disporre di personale sufficiente, le sue attività subiranno qualche ritardo. Può darsi, e non so se anche Novartis lo stia sperimentando, che diventi più difficile ottenere incontri di persona e che si debba tornare alle telefonate o alle videochiamate su Teams. Questo è ciò che stiamo monitorando attualmente. Potremmo assistere a un leggero rallentamento, ma ciò non cambia sostanzialmente i fondamentali di queste società. Se si dispone di una terapia innovativa che, ad esempio, può coprire il 95% dei ceppi che causano la polmonite rispetto all'attuale standard di cura che ne copre il 50%, tali farmaci verranno approvati. Se si sviluppano terapie che migliorano la sopravvivenza complessiva al cancro o che possono sostituire la chemioterapia in modo più efficace e sicuro, si otterrà l'approvazione.
Cox: E questo è un buon esempio. Qualche settimana fa, il giorno in cui Nvidia ha ceduto il 20%, il titolo dell'azienda che ha messo a punto una delle terapie citate in precedenza ha guadagnato quasi il 100%. Quindi, ancora una volta, ciò conferma, a mio parere, che quando c'è un catalizzatore emergono opportunità.
Acker: E francamente, dopo il ribasso che abbiamo visto nel segmento biotech, il profilo di rischio/rendimento non ha perso attrattiva, ma è anzi più interessante. Quindi, proiettandoci in avanti, siamo estremamente entusiasti dei titoli in cui investiamo.
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Comunicazione di Marketing.
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- Le azioni/quote possono perdere valore rapidamente e di norma implicano rischi più elevati rispetto alle obbligazioni o agli strumenti del mercato monetario. Di conseguenza il valore del proprio investimento potrebbe diminuire.
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- Un Fondo che presenta un’esposizione elevata a un determinato paese o regione geografica comporta un livello maggiore di rischio rispetto a un Fondo più diversificato.
- Il Fondo si concentra su determinati settori o temi d’investimento e potrebbe risentire pesantemente di fattori quali eventuali variazioni ai regolamenti governativi, una maggiore competizione nei prezzi, progressi tecnologici ed altri eventi negativi.
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- Se il Fondo, o una classe di azioni con copertura, intende attenuare le fluttuazioni del tasso di cambio tra la valuta di denominazione e la valuta di base, la stessa strategia di copertura potrebbe generare un effetto positivo o negativo sul valore del Fondo, a causa delle differenze di tasso d'interesse a breve termine tra le due valute.
- I titoli del Fondo potrebbero diventare difficili da valutare o da vendere al prezzo e con le tempistiche desiderati, specie in condizioni di mercato estreme con il prezzo delle attività in calo, aumentando il rischio di perdite sull'investimento.
- Il Fondo potrebbe perdere denaro se una controparte con la quale il Fondo effettua scambi non fosse più intenzionata ad adempiere ai propri obblighi, o a causa di un errore o di un ritardo nei processi operativi o di una negligenza di un fornitore terzo.
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